Guida fiscale · Aggiornata aprile 2026

Bonus climatizzatori 2026:
come ottenerlo davvero

Tre diverse strade per risparmiare fino al 65% sull’acquisto e l’installazione di un condizionatore a pompa di calore. Guida completa con requisiti, documenti e procedure.

💰 Fino a 2.500€ di risparmio su un impianto tipo
Lettura: 9 min · Dati verificati da fonti ufficiali

Il “bonus climatizzatori 2026” in realtà non esiste come misura unica. Si tratta di un insieme di tre diverse agevolazioni fiscali che permettono di recuperare dal 36% al 65% della spesa per l’acquisto e l’installazione di un condizionatore a pompa di calore. La scelta tra le tre dipende dalla tua situazione, dall’intervento che vuoi realizzare e da quanto vuoi aspettare per vedere il rimborso.

Questa guida ti spiega in modo chiaro quale delle tre scegliere, i requisiti precisi, i documenti necessari e la procedura passo per passo — evitando gli errori più comuni che ogni anno fanno perdere il bonus a migliaia di famiglie italiane.

Fino al 65% della spesa recuperabile scegliendo l’incentivo giusto — con erogazione diretta sul conto corrente in caso di Conto Termico 3.0
Le basi

Cosa sono i bonus climatizzatori 2026

Dal 1° gennaio 2026 sono attive tre agevolazioni distinte per chi acquista e installa un condizionatore a pompa di calore:

  1. Bonus Ristrutturazioni (Bonus Casa) — detrazione IRPEF del 50% per la prima casa, 36% per le seconde case
  2. Ecobonus — stessa aliquota (50% / 36%), ma richiede la sostituzione di un impianto esistente con obiettivo di efficientamento energetico
  3. Conto Termico 3.0 — contributo diretto del GSE fino al 65% della spesa, erogato tramite bonifico sul conto corrente

Attenzione alla novità 2026: la Legge di Bilancio ha confermato la netta distinzione tra prima casa (50%) e seconde case (36%). Inoltre, chi ha un reddito superiore a 75.000€ vede applicato un coefficiente riduttivo che riduce l’importo effettivamente detraibile. Dal 2027, salvo proroghe, le aliquote scenderanno ulteriormente al 36% e 30%.

LE 3 VIE PER IL BONUS CLIMATIZZATORI 2026 ECOBONUS 50% prima casa 📋 Requisito chiave: Sostituzione impianto esistente ⏱ Tempi: 10 rate annuali nel 730 💰 Tetto spesa: 30.000€ ✓ Senza ristrutturazione BONUS CASA 50% prima casa 📋 Requisito chiave: Nuova installaz. o sostituz. ⏱ Tempi: 10 rate annuali nel 730 💰 Tetto spesa: 96.000€ ⭐ Il più flessibile CONTO TERMICO 3.0 (GSE) 65% fino al 📋 Requisito chiave: Sostituz. con pdc efficiente ⏱ Tempi: Bonifico in 60-90 giorni 💰 Erogazione: Subito, non in 10 anni 💸 Soldi subito SMARTCLIMA.TECH
Scegli la strada giusta

Le tre opzioni a confronto

Ogni bonus ha regole, tempi e vantaggi diversi. Ecco un confronto diretto per aiutarti a capire quale conviene nella tua situazione.

Caratteristica Ecobonus Bonus Casa Conto Termico 3.0
Aliquota prima casa 50% 50% Fino al 65%
Aliquota seconde case 36% 36% Fino al 65%
Tetto spesa 30.000€ 96.000€ Variabile (calcolo GSE)
Richiede ristrutturazione No No (manut. straordinaria OK) No
Richiede sostituzione impianto No (anche nuova installaz.)
Modalità rimborso 10 rate annuali in 730 10 rate annuali in 730 Bonifico GSE in 60-90 gg
Comunicazione ENEA Obbligatoria Obbligatoria Procedura GSE dedicata
Bonifico parlante Obbligatorio Obbligatorio Pagamento tracciabile

In una riga: se hai IRPEF alta e vuoi massimizzare il recupero, scegli Bonus Casa (tetto alto) o Ecobonus (più semplice). Se vuoi i soldi subito senza aspettare 10 anni e hai un impianto da sostituire, vai di Conto Termico 3.0.

Opzione 1

Ecobonus 50% — la via più semplice

L’Ecobonus è la scelta più diffusa per chi vuole sostituire un condizionatore o una caldaia esistente con una pompa di calore ad alta efficienza. Non richiede lavori di ristrutturazione, ma l’impianto nuovo deve garantire un miglioramento energetico dell’abitazione.

Ecobonus seconde case

36%

Per abitazioni diverse dalla prima casa

  • Stesse regole tecniche dell’Ecobonus 50%
  • Aliquota ridotta per seconde case
  • Locazioni, comodati, immobili strumentali
  • Recupero sempre in 10 rate annuali
Seconde case — 36%
Quando conviene l’Ecobonus

È la strada giusta quando hai già un impianto di climatizzazione o una caldaia e vuoi sostituirlo. La procedura è lineare: acquisti il condizionatore, paghi con bonifico parlante, fai la comunicazione ENEA, inserisci la spesa nel 730 l’anno successivo. Nessuna ristrutturazione, nessun cantiere.

Opzione 2

Bonus Casa / Ristrutturazioni 50% — il più flessibile

Il Bonus Casa (chiamato anche Bonus Ristrutturazioni) è la soluzione più versatile: copre sia la nuova installazione sia la sostituzione, con il tetto di spesa più alto (96.000€) ma riferito all’intera unità immobiliare.

Il vantaggio chiave: l’installazione di un condizionatore a pompa di calore è classificata come “manutenzione straordinaria” finalizzata al risparmio energetico, quindi accessibile anche senza un vero cantiere edilizio, presentando una semplice dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

Bonus Casa seconde case

36%

Per immobili non adibiti a prima casa

  • Tetto di spesa ridotto a 48.000€
  • Stesse regole tecniche
  • Nessun obbligo di sostituzione impianto
  • Anche prima installazione ammessa
Seconde case — 36%

Differenza chiave rispetto all’Ecobonus: il Bonus Casa permette anche la prima installazione (non solo la sostituzione), ha un tetto di spesa molto più alto, e non richiede la prova di miglioramento energetico. È la scelta ideale se installi un condizionatore per la prima volta in una stanza che non lo aveva.

Opzione 3

Conto Termico 3.0 — fino al 65%, ma con soldi subito

Il Conto Termico 3.0, in vigore dal 25 dicembre 2025, è la vera novità del 2026. Non è una detrazione fiscale ma un contributo a fondo perduto erogato direttamente sul conto corrente dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Per molte famiglie è la soluzione più vantaggiosa perché permette di recuperare i soldi subito, non spalmati su 10 anni.

Importante: non è cumulabile con Ecobonus o Bonus Casa

Il Conto Termico 3.0 non può essere cumulato con le detrazioni fiscali (Ecobonus o Bonus Casa) sullo stesso intervento. Devi scegliere uno solo. Per un privato con IRPEF bassa o incapiente (pensionato, redditi modesti) il Conto Termico è spesso la scelta migliore perché non dipende dalla capacità fiscale — arrivano veri soldi sul conto.

Come si calcola il contributo del Conto Termico 3.0

L’importo non è una semplice percentuale fissa. Il GSE applica una formula che tiene conto di:

  • Zona climatica dove è installato l’impianto
  • Potenza termica nominale della pompa di calore
  • SCOP (Coefficient of Performance stagionale) del modello scelto
  • Tipo di refrigerante (premio per R290 e naturali)

📊 Esempio pratico — pompa di calore 10 kW zona E (Milano, Torino, Bologna)

Potenza installata10 kW
SCOP del modello4,10
Spesa totale (indicativa)~5.500€
Incentivo annuo calcolato1.414€
Erogazione (2 annualità)2.828€ lordi
Incentivo netto (dedotto corrispettivo GSE 1,12%)2.796€
Recupero percentuale effettivo~50%

Come attivarlo: a partire dal 2 febbraio 2026 è operativo il nuovo Portaltermico 3.0, accessibile con SPID o CIE dall’Area Clienti GSE. La domanda si invia entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori. Per importi sotto i 5.000€ il pagamento è in un’unica soluzione; sopra i 5.000€ in 2-5 rate annuali.

Cosa deve avere il climatizzatore

Requisiti tecnici del climatizzatore

Non tutti i condizionatori danno diritto al bonus. Ecco i requisiti tecnici che il modello deve rispettare per essere ammesso.

🔄

Pompa di calore reversibile

Deve poter riscaldare e raffrescare. I condizionatori “solo freddo” non sono mai ammessi a nessun bonus.

Classe energetica A++ o superiore

Efficienza stagionale elevata. Per l’Ecobonus il SEER deve essere ≥ 6,1 e lo SCOP ≥ 4,0.

🌡️

Potenza fino a 12 kW

Per impianti domestici aria-aria. Oltre questa soglia valgono le regole degli impianti commerciali.

📜

Scheda tecnica conforme

Il produttore deve fornire la scheda tecnica che attesta prestazioni e conformità alle norme UNI/EN vigenti.

🏷️

Per il Conto Termico: Catalogo GSE

Ideale scegliere un modello già presente nel Catalogo GSE (Daikin, Mitsubishi, Bosch, ecc.) per procedura semplificata.

🌿

Refrigerante ammesso

I condizionatori con gas R410A non saranno più vendibili dal 2027. Nel 2026 si può ancora acquistarli, ma conviene scegliere R32 o R290.

⚠️ Dal 2027 stop ai condizionatori con gas R410A

La normativa europea F-Gas vieterà progressivamente i climatizzatori con gas R410A. Il 2026 è l’ultima finestra utile per acquistarli. Meglio comunque scegliere modelli con R32 o R290 (refrigerante naturale) per massimizzare l’efficienza e l’incentivo del Conto Termico.

Come fare

Procedura passo per passo

Di seguito la procedura generale valida per Ecobonus e Bonus Casa. Per il Conto Termico 3.0 la domanda si inoltra al GSE tramite Portaltermico con una procedura dedicata.

1

Scegli il climatizzatore e l’installatore

Seleziona una pompa di calore reversibile di classe A++ o superiore. L’installatore deve essere abilitato ai sensi del DM 37/08 e rilasciare dichiarazione di conformità.

💡 Chiedi preventivi dettagliati con codice fiscale, partita IVA dell’installatore e riferimento normativo.
2

Paga con bonifico parlante

Il pagamento deve essere tracciabile: bonifico bancario/postale parlante, carta di credito o debito. Il bonifico parlante deve contenere: causale con riferimento normativo (art. 16-bis TUIR per Bonus Casa, Legge 296/2006 per Ecobonus), codice fiscale del beneficiario, partita IVA dell’installatore, numero e data della fattura.

💡 Un bonifico compilato male può far perdere completamente il bonus — non è una formalità.
3

Conserva fattura e documentazione

Fattura intestata al richiedente, scheda tecnica del prodotto, dichiarazione di conformità dell’installatore, eventuale dichiarazione sostitutiva di atto notorio se l’intervento è in edilizia libera.

💡 Scansiona tutto e conserva i documenti per almeno 11 anni (10 anni di detrazione + 1).
4

Invia la comunicazione ENEA

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, accedi al portale detrazionifiscali.enea.it e inserisci i dati tecnici dell’intervento: potenza, classe energetica, modello, costi.

💡 L’omissione della comunicazione ENEA fa decadere insanabilmente il diritto al bonus. Scadenza tassativa.
5

Inserisci la spesa nel 730 o Redditi PF

L’anno successivo, in sede di dichiarazione dei redditi, inserisci la spesa nei quadri dedicati. Il tuo CAF o commercialista conosce esattamente i campi da compilare. La dichiarazione precompilata dal 2026 importa automaticamente la comunicazione ENEA.

💡 Nel 2026 le dichiarazioni precompilate sono disponibili dal 30 aprile — verifica sempre i dati prima dell’invio.
6

Ricevi il rimborso

La detrazione si recupera in 10 rate annuali di pari importo. Se hai scelto il Conto Termico 3.0 invece, il GSE valuta la pratica entro 60-90 giorni e accredita il contributo via bonifico sul tuo conto.

💡 Per il Conto Termico, tieni sotto controllo lo stato della pratica sul Portaltermico GSE.
Numeri reali

Esempio pratico: quanto si risparmia davvero

Simuliamo l’installazione di un condizionatore dual split a pompa di calore in una prima casa a Milano. Confrontiamo cosa ottieni con ciascuno dei tre bonus.

🏠 Caso tipo: dual split inverter 9.000+12.000 BTU, classe A+++

Prezzo di listino condizionatore~1.400€
Installazione professionale~600€
Oneri e materiali (staffe, tubi, cavi)~200€
🟰 Spesa totale prima del bonus2.200€

Risparmio con i diversi bonus

Bonus Detrazione/contributo Tempi recupero Valore netto
Ecobonus 50% (prima casa) 1.100€ 110€/anno per 10 anni 1.100€ spalmati
Bonus Casa 50% (prima casa) 1.100€ 110€/anno per 10 anni 1.100€ spalmati
Conto Termico 3.0 ~1.300–1.400€ 60-90 giorni (unica rata) 1.400€ sul conto
Nessun bonus 0€ Paghi tutto
Conclusione pratica

Per un impianto tipo di 2.200€, il Conto Termico 3.0 conviene nettamente perché dà l’importo più alto e subito (bonifico in 2-3 mesi). L’Ecobonus o il Bonus Casa convengono invece se preferisci la via fiscale classica, hai IRPEF capiente e non hai fretta di rientrare.

Scegli il modello giusto

Climatizzatori che rientrano nel bonus: confronto per fasce di prezzo

Tutti i modelli qui selezionati sono pompe di calore reversibili in classe A++ o superiore, con gas R32, SCOP ≥ 4,0 e SEER ≥ 6,1 — quindi ammessi a Ecobonus, Bonus Casa e, nei modelli più efficienti, anche al Conto Termico 3.0.

💰 Fascia economica
Hisense Easy Smart
Monosplit 9.000 BTU · A++
~420€
Prezzo indicativo
Con bonus 50%
~210€
  • Classe energeticaA++ / A+
  • SEER6,1
  • SCOP4,0
  • Gas refrigeranteR32
  • Rumorosità interna22 dB
  • WiFi opzionaleSì (modulo ext.)
✔ Ammesso a Ecobonus e Bonus Casa 50%
✗ Fuori dal Conto Termico 3.0 (SCOP insufficiente)
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✨ Fascia premium
Mitsubishi MSZ-LN
Monosplit 12.000 BTU · A+++
~1.450€
Prezzo indicativo
Con bonus 65%
~507€
  • Classe energeticaA+++ / A+++
  • SEER9,1
  • SCOP5,60
  • Gas refrigeranteR32
  • Rumorosità interna19 dB
  • WiFi integratoSì (MELCloud)
✔ Ammesso a tutti e 3 i bonus
✔ Tra i più efficienti sul mercato — premio Conto Termico massimo
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Tabella riepilogativa: quale bonus per quale modello

Modello Prezzo SCOP Eco / Bonus Casa 50% Conto Termico 3.0 Costo finale netto
Hisense Easy Smart ~420€ 4,0 ✅ Sì (–210€) ❌ Non ammesso ~210€
Daikin Perfera ~780€ 5,10 ✅ Sì (–390€) ✅ Sì (fino a –507€) ~273€
Mitsubishi MSZ-LN ~1.450€ 5,60 ✅ Sì (–725€) ✅ Sì (fino a –943€) ~507€
💡 Prezzi indicativi aprile 2026 — verificare sempre il prezzo corrente prima dell’acquisto. Costo finale include solo apparecchio (l’installazione va aggiunta separatamente).

Il paradosso del bonus: un modello premium come il Mitsubishi MSZ-LN costa di listino 3 volte l’Hisense, ma dopo il Conto Termico 3.0 la differenza netta scende a ~300€. Considerando che il premium consuma il 30-40% in meno (SCOP 5,60 vs 4,0), si ripaga la differenza in 3-4 anni di uso regolare grazie al risparmio in bolletta. Chi può permetterselo, spendere di più conviene.

Attenzione agli acquisti online

Per ottenere i bonus, oltre all’acquisto serve sempre un’installazione certificata da tecnico abilitato DM 37/08. Molti marketplace vendono ormai il pacchetto “prodotto + installazione” in tutta Italia. Se acquisti solo l’apparecchio, dovrai incaricare separatamente un installatore e assicurarti che la fattura finale includa entrambe le voci.

Da non fare

Errori che fanno perdere il bonus

Ogni anno migliaia di famiglie perdono il diritto al bonus per errori procedurali. Ecco i più frequenti:

  • Pagare in contanti o con bonifico “normale”. Serve obbligatoriamente il bonifico parlante con tutti i riferimenti normativi. Un bonifico standard, anche se tracciabile, non è valido.
  • Sbagliare la causale del bonifico. Deve contenere l’esatto riferimento normativo (art. 16-bis TUIR o Legge 296/2006), il CF del beneficiario e la P.IVA dell’installatore.
  • Non fare la comunicazione ENEA entro 90 giorni. È una scadenza tassativa. L’omissione fa decadere insanabilmente il diritto al bonus.
  • Comprare solo il condizionatore online senza installazione. Per l’Ecobonus e il Conto Termico serve obbligatoriamente l’installazione certificata da tecnico abilitato.
  • Scegliere un condizionatore “solo freddo”. Non è ammesso a nessuno dei bonus. Deve essere una pompa di calore reversibile.
  • Fattura intestata a persona diversa da chi detrae. La fattura deve essere intestata al contribuente che chiede la detrazione. Non si può “usare” la fattura di un familiare.
  • Cumulare Conto Termico e Ecobonus sullo stesso intervento. Il divieto di cumulo è assoluto — ogni tentativo di doppio beneficio fa perdere tutto.
Domande frequenti

FAQ — Bonus climatizzatori 2026

Sì, assolutamente. Sia l’Ecobonus che il Bonus Casa sono accessibili anche senza lavori edilizi complessi. L’installazione di una pompa di calore è considerata “manutenzione straordinaria” finalizzata al risparmio energetico. Basta presentare una semplice dichiarazione sostitutiva di atto notorio — non serve CILA né SCIA. L’importante è rispettare i requisiti tecnici e procedurali (bonifico parlante, comunicazione ENEA).

Possono accedere al bonus: proprietari, nudi proprietari, titolari di diritti reali di godimento (uso, usufrutto), inquilini in affitto (con ricevuta fiscale valida e consenso del proprietario), comodatari, familiari conviventi che sostengono la spesa. Per le detrazioni (Ecobonus e Bonus Casa) serve IRPEF capiente — altrimenti la detrazione non produce effetto. Il Conto Termico invece funziona anche per chi non ha IRPEF (pensionati incapienti, redditi bassi).

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una “clausola di salvaguardia” per i redditi più alti. Per chi ha reddito complessivo superiore a 75.000€ viene applicato un coefficiente riduttivo: la detrazione non viene calcolata sull’intera spesa ma su un importo ridotto. Le regole precise variano per fasce di reddito. Se rientri in questa situazione, verifica con il tuo commercialista l’impatto concreto sulla tua dichiarazione — in alcuni casi può convenire scegliere il Conto Termico 3.0 invece delle detrazioni.

Solo per il Bonus Mobili (se collegato a una ristrutturazione in corso). Per Ecobonus, Bonus Casa e Conto Termico, l’installazione deve essere certificata da un installatore abilitato DM 37/08, che emette fattura comprensiva di acquisto e montaggio. Puoi acquistare l’apparecchio online e farlo installare da un tecnico abilitato, ma la fattura deve provenire da un soggetto unico con i requisiti. In pratica, la maggior parte dei venditori online offre ormai il pacchetto prodotto + installazione.

Sì, il Conto Termico 3.0 è in vigore dal 25 dicembre 2025 e il nuovo Portaltermico 3.0 è operativo dal 2 febbraio 2026. Ad aprile 2026 il portale era stato temporaneamente sospeso per l’eccezionale numero di richieste, ma è stato riattivato dopo poche settimane. Prima di presentare domanda, controlla sempre sul sito ufficiale del GSE che il portale sia attivo e verifica se il tuo modello è nel Catalogo GSE (procedura semplificata).

Sì, fino al tetto massimo di spesa previsto dal bonus scelto. Con il Bonus Casa il tetto è 96.000€ per singola unità immobiliare — puoi installare più condizionatori in camere diverse e detrarre tutto, finché rientri nel massimale. Con l’Ecobonus il tetto scende a 30.000€. Attenzione: il tetto è riferito all’unità immobiliare, non al singolo apparecchio.

In caso di vendita dell’immobile, le rate residue della detrazione passano all’acquirente, salvo diverso accordo scritto nell’atto di vendita. Puoi quindi continuare a recuperare le rate rimanenti nella tua dichiarazione se l’accordo lo prevede. Per il Conto Termico 3.0 non si pone il problema perché il rimborso è già stato erogato.

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Nota importante: le informazioni contenute in questa guida hanno scopo puramente informativo e si basano sulle normative fiscali vigenti ad aprile 2026. Per la tua situazione specifica consulta sempre un commercialista, un CAF o un consulente fiscale qualificato. Le aliquote e i requisiti possono essere modificati da interventi normativi successivi. Questo articolo contiene link affiliati Amazon — potremmo ricevere una piccola commissione per acquisti effettuati tramite i nostri link, senza alcun costo aggiuntivo.

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